{"id":4814,"date":"2025-09-12T15:16:17","date_gmt":"2025-09-12T13:16:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/?page_id=4814"},"modified":"2025-09-12T17:33:23","modified_gmt":"2025-09-12T15:33:23","slug":"comune-di-marigliano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/en\/luogi-di-interesse\/comune-di-marigliano\/","title":{"rendered":"Comune di Marigliano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h1 class=\"display-2 special-title\" style=\"text-align: center;\"><small>STORIE DI CIBO E TERRITORIO<\/small><span style=\"font-size: 40pt;\">Comune di Marigliano<\/span><\/h1>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<div class=\"vc_empty_space\"   style=\"height: 50px\"><span class=\"vc_empty_space_inner\"><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center   xtd-offset-frame\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper xtd-shadow--normal-light  vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-slide-comune-di-marigliano.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-slide-comune-di-marigliano\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"vc_empty_space\"   style=\"height: 100px\"><span class=\"vc_empty_space_inner\"><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-logo-comune-di-marigliano.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-logo-comune-di-marigliano\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<p><span style=\"font-size: 13pt;\">La Citt\u00e0 di Marigliano \u00e8 situata nel territorio dell\u2019agro-nolano, tra la zona ai piedi del Vesuvio e del monte Somma e i rilievi calcarei del Baianese-Nolano. Il territorio in questione, posto ad un\u2019altitudine di 30 m.l.m., era ricco di sorgenti termominerali e falde acquifere note fin dai tempi antichi, e si sviluppa intorno ad un articolato centro storico, estendendosi verso oriente in quartieri di pi\u00f9 recente edificazione. Lo schema urbanistico del centro antico rimanda chiaramente all\u2019originaria tipologia romana, caratterizzato da sette cardini in direzione est-ovest e da due decumani con orientamento nord-sud, con quattro porte d\u2019accesso oramai non pi\u00f9 esistenti. Due porte erano situate nell\u2019attuale via Giannone e le restanti due erano posizionate all\u2019inizio delle strade Salvator Rosa e Porta San Pietro. La Citt\u00e0 di Marigliano vede iniziare la sua storia gi\u00e0 in epoca romana, anche se non possediamo sufficienti informazioni per poter stabilire l\u2019esatta data della sua fondazione. Secondo alcuni storici il territorio di Marigliano faceva parte di un campus romanus che si estendeva dalle falde del Vesuvio fino all\u2019area occupata dall\u2019attuale Pomigliano d\u2019Arco. In questi luoghi il console Marco Claudio Marcello pose i suoi accampamenti quando accorse in aiuto di Nola assediata da Annibale dopo la battaglia di Canne nel 216 a. C. Successivamente, il console Quinto Fabio Massimo fiss\u00f2 nella medesima area il quartiere d\u2019inverno delle sue legioni. Dopo la caduta dell\u2019Impero d\u2019Occidente la Terra di Marigliano fu interessata anch\u2019essa dalle invasioni barbariche, che provocarono devastazioni in tutta l\u2019area.<br \/>\nDa quattro pergamene risalenti al X secolo sappiamo che il territorio apparteneva, allora, alla Liburia Ducale di Napoli. Nel 1132, tuttavia, il duca di Napoli, Sergio, si sottomise al re normanno Ruggero II d\u2019Altavilla, determinando cos\u00ec l\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 feudale anche per Marigliano e i paesi limitrofi.<br \/>\nIl primo signore del feudo mariglianese fu Roberto de Medania, conte di Acerra, cui successe il figlio Riccardo. Dal 1194 Marigliano passa sotto il dominio Svevo e successivamente venne concesso insieme alla contea di Acerra a Tommaso, conte di Aquino, e poi al nipote Tommaso II, che continu\u00f2 a tenere il dominio sulla Terra di Marigliano fino alla venuta di Carlo I, ad opera del quale fu privato dei suoi possedimenti. Il figlio di Tommaso II, Adinulfo, recuper\u00f2 per breve tempo il feudo perso, grazie alla benevolenza del re Carlo II. Sotto il dominio di Filippo II, nipote di Carlo II le terre di Acerra e Marigliano vennero travagliate dai saccheggi ad opera dell\u2019esercito ungaro di Luigi, re d\u2019Ungheria, in cerca di vendetta per la morte del fratello Andrea, marito della regina Giovanna I, assassinato nel 1345.<br \/>\nNel XV secolo, dopo numerose successioni, il territorio di Marigliano pass\u00f2 sotto il possesso di Annecchino Mormile che lo aveva acquistato per 7700 ducati. Nel 1421, essendosi ribellato alla regina Giovanna II, sub\u00ec l\u2019assedio ad opera delle truppe mercenarie di Braccio da Montone.<br \/>\nDopo questo evento il feudo di Marigliano fu concesso ad Antonio del Balzo Orsino che alla sua morte lo lasci\u00f2 nelle mani del re Ferdinando I d\u2019Aragona. Nel 1479 il re concesse il feudo ad Alberico Carafa, nominato conte dopo circa tre anni, il quale avvi\u00f2 la trasformazione del territorio di Marigliano in un contado. Molte furono le opere di ricostruzione e di restauro avviate dalla famiglia Carafa, tra queste ricordiamo i lavori che interessarono la Chiesa di S. Maria delle Grazie e la Chiesa di S. Vito. Durante la discesa di Carlo V, Alberico II si schier\u00f2 a favore della lega antiasburgica, la cui sconfitta determin\u00f2 la confisca della contea di Marigliano che fu concessa a Ferrante Gonzaga.<br \/>\nNumerosi furono i successivi passaggi di possesso del territorio mariglianese: da Cesare Gonzaga esso fu venduto a Vincenzo Carafa che, morto di crepacuore nel 1573, lasci\u00f2 i suoi beni gravati dai debiti in vendita all\u2019asta. Furono acquistati dal banchiere Geronimo Montenegro a cui venne concesso il titolo di marchese dall\u2019imperatore Filippo II.<br \/>\nAncora una volta il feudo venne ceduto a Cesare Zattera di Genova che lo vendette, poi, a Giulio Mastrilli, insignito del titolo di duca nel 1644. La famiglia Mastrilli mantenne il potere su Marigliano, attraverso alterne vicende, fino all\u2019abolizione della feudalit\u00e0. Il 2 aprile 1896 il Re Umberto I e il presidente Crispi firmarono un decreto con cui veniva concesso a Marigliano il titolo di <strong>\u201cCitt\u00e0\u201d<\/strong>. Fin dall\u2019epoca feudale l\u2019attivit\u00e0 agricola \u00e8 sempre stata una risorsa importantissima per l\u2019economia del territorio e per i suoi cittadini. Oggi la situazione \u00e8 leggermente cambiata: la coltivazione degli ortaggi non \u00e8 pi\u00f9 caratterizzata da prodotti specifici ma, oltre che a ridursi notevolmente, si \u00e8 enormemente generalizzata, perdendo cos\u00ec le sue connotazioni tipiche.<br \/>\nFino ad alcuni decenni fa, le campagne di Marigliano erano famose in tutto l\u2019agro-nolano per la produzione di patate e pomodori oltre che di altri ortaggi propri della tradizione contadina. La coltivazione di questi prodotti era favorita dal terreno di origine vulcanica, ricco di minerali, in particolare di fluoro e selenio, che rendono ancor pi\u00f9 gustosi e preziosi dal punto di vista nutritivo gli ortaggi. Ad essere particolarmente apprezzata era soprattutto la patata mariglianese, che in passato godeva di molta notoriet\u00e0, basti pensare che fino agli anni \u201960, dalla stazione di Marigliano, partivano vagoni carichi di patate diretti anche all\u2019estero, soprattutto in Germania.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h1 class=\"display-2 special-title\" style=\"text-align: center;\"><small>STORIE DI CIBO E TERRITORIO<\/small><span style=\"font-size: 40pt;\">Places of Interest<\/span><\/h1>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Chiesa-Madre-Marigliano.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Chiesa-Madre-Marigliano\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Collegiata di Santa Maria delle Grazie<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nata come parrocchia intorno all\u2019anno mille, divenne Collegiata, sotto il pontificato di Alessandro VI, per domanda di Alberico Carafa, signore di Marigliano nel 1494. In quel periodo la chiesa venne ricostruita e ampliata per poter ospitare un numero maggiore di fedeli; sotto il dominio dei Mastrilli vennero successivamente aggiunti la cupola e il coro. Negli anni la struttura \u00e8 stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro: le numerose scosse sismiche e l\u2019usura ne avevano, infatti, compromesso la stabilit\u00e0.<br \/>\nLa Collegiata ha tuttavia conservato parte dei suoi tratti pi\u00f9 antichi. L\u2019edificio presenta una pianta a croce latina, col transetto che immette nell\u2019adiacente Chiesa dell\u2019Annunziata, ed \u00e8 ad una sola navata, ampia e slanciata, arricchita da cappelle laterali con altari di marmo policromo. Le pi\u00f9 importanti sono, per l\u2019aspetto monumentale e la ricchezza di marmi e stucchi, la Cappella di San Pietro, la Cappella del Crocifisso, contenente un crocifisso di legno risalente al Settecento, e la Cappella dei Santi Protettori, in stile barocco, protetta da una cancellata in ferro battuto con formelle di bronzo dorato, al cui interno sono poste tre statue rappresentanti San Sebastiano, in argento, e i Santi Rocco e Vito in legno scolpito e dipinto. Di grande interesse artistico sono il battistero del Cinquecento e le due acquasantiere con il blasone dei Mastrilli. La Collegiata \u00e8 impreziosita da numerose tele, opera di vari artisti.<br \/>\nNelle pareti laterali del coro si trovano due tele raffiguranti i miracoli del Profeta Elia: sulla destra quello del fuoco disceso dal cielo per le preghiere del Profeta; sulla sinistra quello della pioggia predetta dal Profeta ad Acab. Questi due dipinti, realizzati tra il 1733 e il 1739, si ritiene siano opera di Ludovico Mazzanti e sono considerati tra le opere di maggior perfezione della sua produzione napoletana. Altre cinque tele, le tre poste nel soffitto della navata centrale, quella nel soffitto della crociera e la pala sull\u2019altare maggiore, vennero realizzate dal Vaccaro, artista napoletano di grande importanza nella scena artistica del Settecento.<br \/>\nLe tele nella navata centrale rappresentano San Sebastiano durante il martirio, il martirio di San Vito e San Rocco con la Madonna. La maestosa tela situata sull\u2019altare maggiore, in cui \u00e8 raffigurata la Madonna col Bambino, invocata dai Protettori per benedire Marigliano, sorretta da una schiera di Angeli e Santi, \u00e8 ritenuta l\u2019opera pi\u00f9 matura del Vaccaro. Le tele del Vaccaro e quelle del Mazzanti, tra il 1876 e il 1882, vennero restaurate ad opera di Enrico Fiore. La Collegiata di Santa Maria delle Grazie, con i suoi circa mille anni di vita, \u00e8 un sito religioso e artistico di grande importanza: con i suoi marmi, fregi, decorazioni e pitture preziose pu\u00f2 essere considerata un vero e proprio documento della civilt\u00e0 e della cultura napoletana tra il Seicento e il Settecento.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Chiesa-Annunziata.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Chiesa-Annunziata\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Chiesa dell\u2019Annunziata<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">La Chiesa dell\u2019Annunziata ha origini molto antiche, come testimonia il catino absidale coperto da una tipica volta di forma tardo-gotica. L\u2019edificio era noto in passato per esser stato sede della congrega dell\u2019Ave Gratia Plena, fondata in epoca angioina. Inizialmente la struttura era adiacente e comunicante con la Collegiata, pur restando da essa divisa, ma nel 1882 la parete che separava le due chiese fu abbattuta ed esse furono unite in un unico corpo. La chiesa, a una sola navata, al suo interno custodisce un notevole numero di lapidi funerarie e iscrizioni in latino, oltre che a sculture in legno di Santi risalenti al XVII-XVIII secolo. Di grande interesse \u00e8 il polittico dell\u2019altare maggiore, realizzato nel 1628, in legno policromo, scolpito e dorato. Al suo interno \u00e8 conservato il reperto pi\u00f9 prezioso della chiesa: un antico trittico risalente al XV secolo, rappresentante l\u2019Annunciazione e i Santi Pietro e Giovanni. Alla sinistra della Chiesa dell\u2019Annunziata si eleva il Campanile, risalente al XV secolo e composto di cinque piani, di cui tre a pianta quadrata e due, quelli superiori, a pianta ottagonale. In passato gli faceva da tetto un cupolino, costruito a foggia di una pera perfetta, decorato con maioliche colorate. Nel 1793 ha subito numerosi interventi di consolidamento per evitarne il crollo a seguito di numerosi terremoti, ma il sisma del 1980 ne distrusse comunque il cupolino, oggi ricostruito sostituendo gli antichi mattoni colorati con quadrelli di rame.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Convento-San-Vito.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Convento-San-Vito\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Convento di San Vito<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">Una prima chiesa, di modeste dimensioni, venne probabilmente gi\u00e0 edificata nell\u2019Alto Medioveo sul luogo dove la tradizione voleva fosse stato sepolto il martire Vito ad opera di una pia Fiorenza, come testimoniato in una Passio del VII sec. Gi\u00e0 nel 1485 i Conventuali, in quella piccola struttura costituirono una comunit\u00e0. Alberico Carafa, conte di Marigliano, nel 1497 finanzi\u00f2 i lavori di ammodernamento e restauro del luogo. A quest\u2019epoca appartengono il portale d\u2019ingresso della chiesa, l\u2019affresco che sovrasta la tomba di San Vito e il chiostro situato nel convento. Il complesso venne donato ai Francescani Minori che lo tennero per quasi 400 anni fino alla soppressione degli ordini religiosi avvenuta nel 1866, rientrandovi nel 1899 e custodendolo ancora oggi. Nel corso dei secoli sono stati eseguiti numerosi lavori di restauro e di aggiunta.<br \/>\nNel 1565 fu realizzato il campanile e spostato l\u2019ingresso del convento, mentre dal 1643 al 1648, grazie al finanziamento del re Filippo IV, l\u2019intera struttura fu innalzata di un piano e vennero aggiunte le cornici alle finestre. Nel 1770 l\u2019interno della chiesa, originariamente a tre navate, fu ridotto ad una singola con cappelle laterali e nel 1840 si ebbe l\u2019aggiunta di un secondo chiostro. Il convento conserva al suo interno numerose e interessanti opere d\u2019arte, come la <strong>\u201cMadonna della Speranza\u201d<\/strong>, le due tele di Decio Tramontano nel coro superiore e le numerose tele poste al di sopra gli altari laterali e raffiguranti vari Santi, risalenti al XVIII secolo e attribuite a Francesco De Mura. Perfette nella forma sono le statue raffiguranti i Santi Vito, Antonio e Francesco e quelle del Crocifisso del presbitero e dell\u2019Immacolata situata nell\u2019affascinante Cappella D\u2019Avenia, risalente al 1589, al cui interno si possono trovare inoltre tele di G. B. Azzolino e di Domenico Guarino. Vi sono inoltre alcuni monumenti funebri. Per ultima, ma non per importanza, ricordiamo la balaustra barocca del coro superiore, sorretta da due colonne con capitelli corinzi, donate al convento nel 1650. Nella navata di sinistra risalente all\u2019antica chiesa rinascimentale, dove prima era situato il presbitero della chiesa originaria, possiamo trovare il sacello con la tomba di S. Vito e l\u2019affresco che raffigura la sepoltura del martire. Nella stessa zona \u00e8 posta l\u2019acquasantiera dell\u2019antica chiesa, risalente al trecento. Adiacente alla chiesa \u00e8 il bellissimo chiostro porticato, a pianta rettangolare, su 12 arcate a pieno centro sorrette da colonne. Lungo le pareti si notano interessanti frammenti lapidei rinascimentali e barocchi e gli stemmi maiolicati dell\u2019Ordine e del Convento, mentre al centro vi \u00e8 una vera da pozzo con l\u2019emblema dei Francescani. Il convento di San Vito \u00e8 stato elevato a Santuario Diocesano della Madonna della Speranza nel 2019.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Castello-Marigliano.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Castello-Marigliano\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Castello-Palazzo Ducale<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\"><br \/>\nIl Castello Ducale si trova al centro dell\u2019abitato mariglianese in una zona completamente pianeggiante e si estende su un\u2019area di circa 5600 mq. La struttura ha subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli, giungendo a noi in buono stato di conservazione anche se profondamente mutata rispetto al suo aspetto originale. Il castello \u00e8 circondato da mura che ne delimitano la forma trapezoidale, con quattro torri circolari poste agli angoli alte tutte circa 12 m e con un raggio di quasi 6 m. Al centro del castello \u00e8 posizionato un corpo rettangolare con base scarpata che, probabilmente nella sua forma originaria ricalcava l\u2019impianto di un donjon normanno. Questa struttura centrale ha un perimetro di 150 m e si sviluppa su un\u2019area di 1300 mq. Attorno ad essa si sviluppano altre strutture difensive e un ampio fossato che la circonda completamente, attraversato da un ponte in muratura che ha sostituito l\u2019antico ponte in legno.<br \/>\nLa mancanza di fonti e di documenti specifici sulla natura architettonica del castello impediscono la possibilit\u00e0 di formulare ipotesi pi\u00f9 precise relativamente alla struttura dell\u2019impianto originario. Pi\u00f9 facile \u00e8 l\u2019interpretazione della cinta muraria esterna, che ha caratteristiche tipiche degli impianti di epoca angioino-aragonese. Essa \u00e8 costituita da una cortina muraria con base scarpata e redondone, caratterizzata da un camminamento molto ampio (circa 5,5 m) che presenta una controscarpa dal lato del fossato. Il camminamento \u00e8 collegato all\u2019esterno dai due ingressi, uno situato sul lato nord-est in corrispondenza di via Nuova del Bosco e l\u2019altro ubicato nell\u2019angolo sud-ovest, presso piazza Castello, nell\u2019area del centro storico. Persa la sua funzione difensiva il castello venne trasformato in una residenza gentilizia e dotato di un ampio giardino, che si sviluppa sul lato nord della fortificazione, ancora oggi accessibile.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Palazzo-Verna.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Palazzo-Verna\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Palazzo Verna<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">Il complesso monastico carmelitano dei Santi Giuseppe e Teresa, questa l\u2019antica denominazione del palazzo Verna, occupa un\u2019insula del centro storico di Marigliano gi\u00e0 dal 1300.<br \/>\nFu notevolmente ampliato nel Cinquecento e nel Seicento, fino a diventare cittadella monastica. Divenne casa gesuitica nel XVIII secolo e poi sede della scuola <strong>\u201cAntonia Maria Verna\u201d<\/strong>, fino al sisma del 1980 che danneggi\u00f2 gravemente la monumentale struttura, oggi propriet\u00e0 del comune di Marigliano, determinandone la chiusura e l\u2019abbandono. Le suore, ospitate per breve tempo nella casa canonica abbandonarono poi definitivamente la citt\u00e0, lasciando all\u2019interno della meravigliosa fabbrica tutte le opere d\u2019arte che il sisma aveva risparmiato. Molte di queste opere d\u2019arte sono state progressivamente rubate: tra esse c\u2019era una tela di tale preziosa fattura che in un documento degli inizi del \u2018900 veniva attribuita al Tiziano. Una delle tele che adornavano gli altari laterali della chiesa del Verna fu ritrovata in una casa privata in occasione di un blitz antimafia a Palermo, sequestrata dalla magistratura e restituita al comune di Marigliano. Il ciborio dell\u2019altare maggiore \u00e8 stato rinvenuto invece a Piacenza ed \u00e8 ora conservato nell\u2019ufficio del Sindaco, una collocazione necessaria per preservare il manufatto artistico da un nuovo furto, in assenza di una qualsiasi struttura di tipo museale nella nostra citt\u00e0. Sparse per la casa comunale ci sono altre opere d\u2019arte d\u2019inestimabile valore.<br \/>\nQualche anno dopo il sisma del 1980, a fronte dei numerosissimi furti, l\u2019amministrazione diede mandato di trasferire in altre chiese le opere pi\u00f9 pregiate, i mobili antichi furono invece affidati ad alcune associazioni di volontariato, di cui, in seguito, si sono perse le tracce. Parte del palazzo \u00e8 stata recentemente oggetto di un restauro che ne ha garantito la fruizione da parte del pubblico.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Villa-Rustica-e-Necropoli.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Villa-Rustica-e-Necropoli\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">La villa rustica e la necropoli<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">Nella campagna compresa nella frazione di Faibano, lungo via Sentino, sono state recentemente rinvenute una necropoli e i resti di una villa rustica risalente al periodo ellenistico-romano.<br \/>\nQuesta scoperta, fortunatamente oggetto di uno scavo sistematico, anche se non completato e attualmente non ancora fruibile ai visitatori, si aggiunge ai numerosi ritrovamenti fortuiti di cui si ha notizia nel tempo, contribuendo a rafforzare l\u2019ipotesi della grande importanza rivestita, in epoca romana, dall\u2019antica Marianus o Marilianius nell\u2019ambito del territorio nolano.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"vc_empty_space\"   style=\"height: 50px\"><span class=\"vc_empty_space_inner\"><\/span><\/div>\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h1 class=\"display-2 special-title\" style=\"text-align: center;\"><small>STORIE DI CIBO E TERRITORIO<\/small><span style=\"font-size: 40pt;\">Tipicit\u00e0 Territoriali<\/span><\/h1>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Fotolia_25019766_Subscription_XL.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Fotolia_25019766_Subscription_XL\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Il Prodotto Tipico: Pomodoro San Marzano<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">Il pomodoro San Marzano \u00e8 conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche, che vengono esaltate dalla trasformazione in <strong>\u201cpelato\u201d<\/strong>. La presenza di una serie di fattori concomitanti quali: il clima mediterraneo e il suolo estremamente fertile e di ottima struttura, l\u2019abilit\u00e0 e l\u2019esperienza acquisita dagli agricoltori dell\u2019area di produzione nel corso dei decenni, ha contribuito al suo successo nel mondo, coronato, nel 1996, dal riconoscimento dell\u2019Unione Europea come D.O.P.<br \/>\nLe caratteristiche intrinseche che hanno esaltato il prodotto, favorendone cos\u00ec la sua conoscenza e il suo consumo sono: sapore tipicamente agrodolce, forma allungata della bacca con depressioni longitudinali parallele, colore rosso vivo, scarse presenza di semi e di fibre placentari, buccia di colore rosso vivo e di facile pelabilit\u00e0. La denominazione di origine protetta designa esclusivamente il prodotto <strong>\u201cpelato\u201d<\/strong> e la tipologia <strong>\u201cpelato a filetti\u201d<\/strong>, proveniente dalla lavorazione dei frutti appartenenti all\u2019ecotipo San Marzano o a linee migliorate di esso. La tecnica colturale del prodotto fresco prevede l\u2019allevamento di tipo verticale delle piante con l\u2019uso di sostegni, rispettando la tradizione secolare, anche se, per l\u2019elevato numero di ore di manodopera richieste, tale tecnica incide fortemente sui costi di produzione.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"vc_empty_space\"   style=\"height: 20px\"><span class=\"vc_empty_space_inner\"><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"STORIE DI CIBO E TERRITORIOComune di Marigliano La Citt\u00e0 di Marigliano \u00e8 situata nel territorio dell\u2019agro-nolano, tra la zona ai piedi del Vesuvio e del monte Somma e i rilievi calcarei del Baianese-Nolano. 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