{"id":4856,"date":"2025-09-12T15:55:15","date_gmt":"2025-09-12T13:55:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/?page_id=4856"},"modified":"2025-09-12T17:33:58","modified_gmt":"2025-09-12T15:33:58","slug":"comune-di-scisciano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/en\/luogi-di-interesse\/comune-di-scisciano\/","title":{"rendered":"Comune di Scisciano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h1 class=\"display-2 special-title\" style=\"text-align: center;\"><small>STORIE DI CIBO E TERRITORIO<\/small><span style=\"font-size: 40pt;\">Comune di Scisciano<\/span><\/h1>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<div class=\"vc_empty_space\"   style=\"height: 50px\"><span class=\"vc_empty_space_inner\"><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center   xtd-offset-frame\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper xtd-shadow--normal-light  vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-slide-comune-di-scisciano.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-slide-comune-di-scisciano\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"vc_empty_space\"   style=\"height: 100px\"><span class=\"vc_empty_space_inner\"><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-logo-comune-di-scisciano.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-logo-comune-di-scisciano\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<p><span style=\"font-size: 13pt;\">Le sue origini si perdono nelle antichissime vicende che hanno coinvolto quella parte di territorio campano passato alla storia come Ager Nolanus, di cui il paese \u00e8 stato ed \u00e8 parte integrante. Riguardo ai luoghi ove oggi sorge Scisciano e le sue borgate, in essi si \u00e8 avuta prima la presenza dell\u2019antico ceppo Opico &#8211; Osco e poi di Etruschi, Sanniti e Romani.<br \/>\nSoprattutto questi ultimi hanno modificato profondamente l\u2019organizzazione territoriale dell\u2019intero Agro. In particolare il territorio sciscianese \u00e8 stato oggetto nel corso del I secolo d.C. di una vasta centuriazione, vale a dire un\u2019elargizione di porzioni di territorio a favore di veterani Romani. Ed era tale la cura con cui abili agrimensori suddividevano i terreni per l\u2019assegnazione, che tracce evidenti di questa suddivisione nonch\u00e9 l\u2019orientamento della stessa (41\u00b0 W) si rilevano ancor oggi, analizzando il tessuto viario e la fitta rete di stradine e viottoli interpoderali. L\u2019esistenza di una stabile propriet\u00e0 terriera e la conseguente costruzione di edifici rurali per la gestione delle stesse vede il nascere di svariati praedium ossia poderi con annesse case rurali.<br \/>\nEd \u00e8 in questa fase che nasce il toponimo del paese, infatti, era tipico dei popoli latini denominare il praedium con il nome del proprietario, trova cos\u00ec valido sostegno la tesi del prof. Flechia secondo cui Scisciano derivi da Sittianum, Sittinus per Sicciano, come assimilazione reciproca tra il suono sibilante ed il palatino. Ulteriore conferma di quanto scritto viene da vari e autorevoli filologi, secondo cui le terminazioni in -ano sono sempre riconosciute come indicative di propriet\u00e0 derivanti da nomi gentilizi. Nei secoli successivi alla disgregazione dell\u2019Impero Romano troviamo il territorio di Scisciano appartenente ai Campi Liborini, oppure Liburia. Ed unitamente a tutto il contado di Marigliano \u00e8 stato oggetto di una lunga contesa fra il ducato Napoletano ed il principato longobardo di Benevento. Ma \u00e8 solo pi\u00f9 tardi, verso il XII secolo che il paese comincia a prendere realmente vita, ed \u00e8 sempre citato ed incluso nelle innumerevoli vendite feudali di Marigliano e Brusciano.<br \/>\nCome ad esempio quella del 23 dicembre 1392 in cui Ramondello del Balzo Orsino compra da Ottone di Brunswick, principe dell\u2019impero e signore d\u2019Acerra, i casali di Brusciano, Scisciano e San Vitaliano, Da notare che sempre nel corso del XIV secolo fu condotta da parte delle autorit\u00e0 ecclesiastiche una completa rilevazione delle entrate e decime (tributi da versare per il sostentamento del clero) corrispondenti a tutte le chiese, per ogni singola diocesi; da questi documenti risultano gi\u00e0 esistenti la parrocchia di San Germano di Scisciano e la Chiesa di Santa Maria (l\u2019attuale chiesa in San Martino). Molto importante \u00e8 poi la numerazione dei Fuochi avvenuta nell\u2019anno 1522 in cui sono censite le borgate di La Torre, Casola, San Martino, Li Manganelli di Scisciano (il toponimo li Manganelli \u00e8 scomparso gi\u00e0 nel corso del XVI secolo), La Corte de li Seti, o anche de li Sancti (questa borgata \u00e8 poi divenuta Masseria Caliendo, oggi completamente diroccata). Gi\u00e0 in questo periodo si ha la certezza che il Casale costituiva Universit\u00e0 a s\u00e9 stante retta da propri amministratori.<br \/>\nCon l\u2019arrivo del XVII secolo anche le borgate di Scisciano sono colpite per ben due volte dal flagello della peste; e nell\u2019anno 1633 il giorno 27 settembre Giulio Mastrilli compra la terra di Marigliano con tutti i suoi casali, e pochi anni dopo compra anche i casali di Nola unificando l\u2019agro nolano sotto la sua signoria. Nel secolo successivo, e precisamente nel 1746, viene formato il Catasto con una sommaria descrizione dei beni appartenenti ai cittadini del casale. Pochi anni dopo, nel 1753, \u00e8 costituita la Confraternita di San Giovanni Battista, poi legalmente riconosciuta nel 1798, in questo secolo vedono la luce anche le cappelle di S.Giovanni Battista e del Rosario. Nei 1816, Scisciano diviene comune autonomo della provincia di Terra di Lavoro, da notare che nel periodo immediatamente successivo ha una popolazione complessiva di circa 1880 abitanti. Molti anni pi\u00f9 tardi nel 1884 il giorno 22 novembre \u00e8 inaugurato il primo tratto, quello Napoli &#8211; Nola, della ferrovia a scartamento ridotto Napoli-Nola-Baiano (F.N.N.B.) il secondo tratto quello Nola &#8211; Baiano sar\u00e0 inaugurato il 13 luglio 1885.<br \/>\nNel 1927 il Comune di Scisciano entra a far parte della provincia di Napoli.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h1 class=\"display-2 special-title\" style=\"text-align: center;\"><small>STORIE DI CIBO E TERRITORIO<\/small><span style=\"font-size: 40pt;\">Places of Interest<\/span><\/h1>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Chiesa-san-giovanni-battista.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Chiesa-san-giovanni-battista\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Chiesa di San Giovanni Battista<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">Chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel XVIII secolo con pianta a croce latina, ha subito vari rifacimenti, per cui non presenta uno stile unitario. La facciata \u00e8 ornata da due lesene con capitelli dorici e da un portale centrale sovrastato da un affresco raffigurante San Giovanni Battista ai piedi della Vergine. Il campanile \u00e8 suddiviso in tre livelli e concluso da una cella campanaria quadrata.<br \/>\nLa chiesa di San Giovanni Battista, oggi sconsacrata e di propriet\u00e0 del Comune che la utilizza come spazio espositivo, per mostre d\u2019arte e per attivit\u00e0 culturali in genere.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-masserie.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-masserie\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Masserie<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">Interessanti sono anche le masserie della zona, tra cui la Masseria Camaldoli, costruita nel 1577 dai Camaldolesi, e la Masseria Montanaro, risalente al XVIII secolo, situata all\u2019inizio del paese, che appartenne all\u2019Eremo di Nola e successivamente all\u2019Eremo Reale. L\u2019edificio si struttura su tre livelli suddivisi nella facciata da una sequenza di archi. Nell\u2019annessa Cappella privata sono custoditi una statua della Vergine e un dipinto raffigurante la Madonna delle Grazie.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"vc_empty_space\"   style=\"height: 50px\"><span class=\"vc_empty_space_inner\"><\/span><\/div>\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h1 class=\"display-2 special-title\" style=\"text-align: center;\"><small>STORIE DI CIBO E TERRITORIO<\/small><span style=\"font-size: 40pt;\">Tipicit\u00e0 Territoriali<\/span><\/h1>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding vc_custom_1504195713546\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left\">\n\t\t\n\t\t<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n\t\t\t<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.storiediciboeterritorio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/img-Noci-6.jpg\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" alt=\"\" title=\"img-Noci-(6)\" \/><\/div>\n\t\t<\/figure>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<h3><span style=\"font-size: 16pt;\">Il Prodotto Tipico: Le Noci<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 13pt;\">Originarie dell\u2019Asia Minore, importate dalla Grecia verso il 100 a.C. in Sicilia e da l\u00ec diffusesi in tutta Europa, le noci hanno da sempre caratterizzato l\u2019economia del territorio dell\u2019Agro Nolano, di cui Scisciano ha fatto e continua a far parte. Un frutto dalle innumerevoli qualit\u00e0 non solo organolettiche, ma anche benefiche per la salute, divenuto nel corso del tempo la base di numerosi piatti della tradizione culinaria campana e italiana. Come spesso accade per altre produzioni anche al noce sono legati significati propiziatori o comunque legati all\u2019occulto. Secondo la tradizione, infatti, ai novelli sposi venivano lanciate delle noci in segno beneaugurale, perch\u00e9 considerate simbolo di fecondit\u00e0. Nella mitologia romana, invece, questo frutto era considerato simbolo degli inferi. L\u2019antica presenza del noce in Campania, comunque, \u00e8 testimoniata dal ritrovamento negli scavi di Pompei di alberi carbonizzati molto simili agli attuali. L\u2019ambiente pedoclimatico campano, particolarmente favorevole a tale coltura, ha consentito una sua larga diffusione nella maggior parte degli areali di pianura e di collina. Le noci vengono coltivate per i loro numerosi utilizzi che comprendono tutte le parti dell\u2019albero. Il loro legno \u00e8 usato grazie alla facilit\u00e0 della lavorazione per produrre mobili e pavimenti molto apprezzati. I frutti possono essere consumati freschi o secchi e vengono utilizzati in numerosi piatti, salse e dolci della tradizione italiana e non solo. Si possono usare anche per produrre olio, vino e diversi liquori il pi\u00f9 famoso dei quali \u00e8 il nocino. Numerosi sono i benefici dei frutti sul corpo che fa usare le noci in diverse malattie del cuore e non solo. L\u2019olio di noci viene usato per produrre saponi e trucchi, come sostanza che protegge contro i danni dei raggi solari oppure come sostanza per produrre vernici.<\/span><\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div data-stellar-offset-parent=\"true\"  class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid content-padding\"><div  class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\" style=\"\" ><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"vc_empty_space\"   style=\"height: 20px\"><span class=\"vc_empty_space_inner\"><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"STORIE DI CIBO E TERRITORIOComune di Scisciano Le sue origini si perdono nelle antichissime vicende che hanno coinvolto quella parte di territorio campano passato alla storia come Ager Nolanus, di cui il paese \u00e8 stato ed \u00e8 parte integrante. 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